3. La ricerca e il trasferimento tecnologico

La ricerca e il trasferimento tecnologico sono la missione che rende l’Università il motore trainante della conoscenza e dell’innovazione nelle società contemporanee. Entrambe queste attività sono pertanto da promuovere, consolidare e rafforzare con politiche di incentivazione, secondo la cultura del miglioramento continuo. La recente istituzione delle procedure di valutazione, sebbene migliorabile per renderla più rispondente all’esigenza di fornire uno specchio quanto più oggettivo e rispettoso di tutte le specificità delle varie discipline, mette oggi a disposizione degli Atenei indicatori e strumenti importanti per consentire che questa cultura del miglioramento continuo diventi asse strategico e possa far emergere le eccellenze, ma al contempo sia stimolo per elevare il livello medio di tutto il sistema universitario nazionale.

L’innovazione che il prossimo sessennio dovrà portare al settore della ricerca e del trasferimento tecnologico è essenzialmente legata a:

  • accrescere in maniera misurabile la qualità dei nostri ricercatori,
  • estendere la loro internazionalizzazione,
  • aiutare la progettualità su bandi competitivi,
  • incentivare la libera ricerca di base,
  • stimolare la capacità di creare imprese dai prodotti della ricerca,
  • fornire sostegno attivo al tessuto socio-economico,
  • rafforzare il ruolo delle Biblioteche anche ampliando gli orari di apertura,
  • sostenere la diffusione dei contenuti delle ricerche ad un largo pubblico (public engagement) recuperando il ruolo del professore universitario come esperto in grado di parlare in termini semplici.

Nei paragrafi successivi seguono alcuni punti programmatici per calare l’innovazione in obiettivi concreti da realizzare durante il sessennio.

 

3.1 La ricerca

Sostenere la ricerca di base ed incentivare la ricerca applicata è il primo reale obiettivo di un sessennio che voglia condurre l’Ateneo fiorentino a scalare i gradini delle graduatorie nazionali e internazionali che, seppure con indicatori talvolta discutibili, possono rappresentare un punto di riferimento per verificare i livelli di attuazione delle politiche messe in atto. Di seguito alcuni obiettivi strategici che possono essere associati a indicatori quantitativi volti a verificare il loro raggiungimento. 

  • Forte impulso dell’Ateneo, con forme concrete d’incentivazione, per realizzare un aumento della percentuale di ricercatori coinvolti in progetti competitivi, individuando collaborazioni che consentano fantasia progettuale su temi pluridisciplinari.
  • Incremento della percentuale di successo su bandi competitivi, da realizzarsi grazie alla messa in servizio di un ufficio/agenzia con personale di elevata professionalità (preferenzialmente con esperienze di ricerca e dottorato) che assista e accompagni tutta la fase progettuale.
  • Potenziamento dei rapporti extra-Unifi con i centri di ricerca (CNR, etc.) pubblici e privati, anche finalizzati alla partecipazione a infrastrutture di ricerca nazionali e internazionali, cercando di risultare attrattivi e, laddove possibile, proporsi come sede di piattaforme per la ricerca su temi di grande interesse comunitario.
  • Costante attenzione alla qualità e alla produttività di tutti i nostri ricercatori.
  • Potenziamento e internazionalizzazione del dottorato (vedi sezione 2.2) consentendo l’accesso ad un numero maggiore di studenti provenienti da realtà universitarie esterne, nazionali o estere.
  • Rafforzamento del Sistema Bibliotecario di Ateneo e di laboratori scientifico-tecnologici in grado di intercettare bisogni reali del territorio locale, ma anche di attrarre risorse da altre parti d’Italia.
  • Incentivazione delle buone pratiche che antepongano come valore assoluto il merito scientifico nel reclutamento dei giovani ricercatori e nelle progressioni delle carriere, con costante attenzione ai parametri oggettivi individuati dall’ANVUR.
  • Integrazione di ricercatori di provenienza estera nei nostri progetti al fine di porre le basi per proficue collaborazioni internazionali.
  • Selezione di linee strategiche specifiche nelle varie aree, individuando, per le definizione delle suddette linee, procedure efficaci ma anche condivise, trasparenti e non autoreferenziali, con l’obiettivo di potenziare settori ritenuti strategici, ma per i quali siano necessari investimenti al fine di conseguire effettivi miglioramenti.
  • Incentivare finanziamenti non istituzionali alla ricerca, soprattutto derivanti da strutture di charities private, da crowdfunding o venture capital su programmi ben definiti e verificabili che vanno dal rafforzamento della ricerca di base al potenziamento di iniziative produttive innovative territoriali e a programmi di internazionalizzazione della ricerca, con assegnazione attraverso politiche di trasparenza e Peer Review.

Gli obiettivi di cui sopra dovranno confluire, come tutti gli altri presenti in queste linee programmatiche, in un piano strategico triennale 2016-2019.

Sul tema della ricerca l’Ateneo dovrà porre attenzione a modificare l’attuale fondo per le ricerche di Ateneo (ex-60%) potenziandolo e suddividendolo in due diversi sotto-capitoli:

  • fondo ad hoc per le ricerche di base, che tradizionalmente hanno meno possibilità di accesso a finanziamenti tipici della ricerca applicata,
  • capitolo, sul modello di altre Università, dedicato a bandi competitivi interni con processo di Peer Review su tematiche designate strategiche dagli Organi di Governo dell’Ateneo.

 

3.2 Il trasferimento tecnologico e il public engagement

La terza missione delle Università, che non è ovviamente solo trasferimento tecnologico, bensì anche inserimento nel mondo del lavoro (vedi sezione 2), comunicazione e public engagement (vedi sezione 3, 5 e 5.1), trova nei rapporti col territorio e col mondo delle imprese ampio ventaglio di possibili iniziative da incentivare e migliorare. Ciò nella consapevolezza che anch’esse, insieme alla didattica e alla ricerca, si localizzano fortemente nei Dipartimenti e non in strutture centralizzate le quali, se del caso, hanno ragion d’essere solo in termini di coordinamento ed efficienza gestionale, senza alcuna interferenza nelle politiche Dipartimentali.

Accanto alla ormai consolidata attività sui temi degli spin-off e dei progetti coinvolgenti imprese, sarà necessario incentivare fortemente strumenti quali le convenzioni per ricerca e trasferimento tecnologico intese come co-partecipazione alla ricerca e non come semplice servizio recato alle imprese. Queste possono rivelarsi portatrici di potenzialità ancora inespresse di grande rilievo, per affiancare le imprese nella crescita.

Altrettanto determinante sarà stimolare con maggiore slancio la creazione di iniziative d’impresa, semplificando le procedure burocratiche, facendo sì che l’Università fornisca reale supporto ai giovani imprenditori di talento. In un contesto come quello di Firenze e della Toscana, bisogna accompagnare con fantasia e creatività idee nate dalla ricerca universitaria che favoriscano la fondazione di aziende e produzione, non solo nei campi scientifico, tecnologico e biomedico, ma anche in quelli delle scienze sociali ed umanistiche. In questo senso CSAVRI è strumento importante al fine di snellire le procedure e costituire una struttura efficiente al servizio dei ricercatori.

Un obiettivo da porre all’attenzione per l’Ateneo è quello di costituire un’Associazione Alumni Università di Firenze per creare una rete relazionale di contatti permanenti con gli ex-allievi. Un legame d’identità forte con l’Ateneo presso il quale si è studiato, l’orgoglio di poter contribuire con le proprie esperienze lavorative ad un’opera di orientamento e mentoring fin dall’inizio del dopo-laurea. In particolare, poi, estendendola anche ai dottori di ricerca si dovrebbe porre come obiettivo quello di captare, ad esempio, domanda di formazione proveniente da istituzioni universitarie o para-universitarie estere che richiedono offerte formative particolari, su temi specifici, sfruttando il volano di una città che è mèta ambita sotto il profilo dell’attrazione legata alla sua storia e al suo patrimonio culturale.

Discorso a parte merita la Fondazione per l’Innovazione e la Ricerca per la quale, a causa della storia recente e in attesa di capire quale sarà il ruolo della Città Metropolitana, l’Ateneo dovrà avviare un percorso di riflessione ridefinendone obiettivi, strategie e finalità. Più che una Fondazione legata ormai ad un’unica istituzione pubblica – la Città Metropolitana – bisognerà, se del caso vi siano le condizioni, pensare a forme di strutturazione più legate al mondo delle imprese, quali eventualmente un Consorzio Ricerche ed Alta Formazione che possa intercettare i reali bisogni del tessuto socio-economico, anche in stretta relazione a quanto sopra delineato per le convenzioni di ricerca in co-partecipazione.

Elemento essenziale e qualificante per le politiche di trasferimento tecnologico sarà un rapporto con la Regione Toscana totalmente rinnovato che, forte di un rafforzamento e potenziamento del Co.Re.Co. Università toscane (vedi sezione 2.3), possa stabilire finalmente un tavolo tecnico al fine di concertare sinergie e procedure tali da rendere massimamente efficaci i finanziamenti regionali alla ricerca innovativa – sia di base che applicata –, evitando le burocratizzazioni del passato che rallentano il divenire della ricerca facendo perdere competitività.

 

3.2.1 Il public engagement

Nel campo del cosiddetto public engagement , ossia "the involvement of specialists listening to, developing their understanding of, and interacting with, non-specialists " (England's University Funding Agency, HEFCE, 2006) abbiamo il dovere di un impegno che si articoli in varie direzioni:

  • impulso alla politica di Open Access coinvolgendo il Sistema Bibliotecario d’Ateneo e la Firenze University Press,
  • valorizzazione del Museo di Storia Naturale, elemento di congiunzione fra ricerca, storia, conservazione, percorsi didattici, animazione culturale, interfaccia d’elezione per sinergie finalizzate a temi di ricerca, di didattica, di trasferimento tecnologico e diffusione della cultura universitaria,
  • continuità della scelta politica che individua OpenLab, il Servizio Educazione e Divulgazione Scientifica dell’Ateneo, come strumento di diffusione della cultura e conoscenza che matura nell’Università,
  • stimolo alle attività teatrali, musicali e spettacolari coinvolgenti l’Università,
  • creazione di una collana di brevi saggi divulgativi editi dalla Firenze University Press in cui si affrontino temi di attualità in modo riflessivo e profondo, ma semplice nella comunicazione.

Infine si ritiene fondamentale lo sviluppo con incisività del branding e marketing istituzionale dell’Università con perseguimento dei seguenti obiettivi:

  • valorizzazione del negozio del Museo di Storia Naturale per renderlo effettivamente attrattivo, divenendo in prospettiva una sorta di “finestra commerciale” dell’Ateneo per le varie possibilità di pubblicizzazione del “marchio Unifi”,
  • tutela del marchio dell’Università degli Studi di Firenze in tutte le sue forme,
  • creazione di rapporti con aziende nazionali ed internazionali, nonché con interlocutori pubblici, per un fund raising al fine di realizzare laboratori di ricerca, innovazioni metodologiche per la didattica e tutto ciò che ruota alla terza missione in stretta congiunzione con le esigenze primarie del territorio.