9. I rapporti con la città e il territorio

Il rapporto fra l’Università, la Città, la Città Metropolitana, la Regione e tutti i soggetti rappresentativi del tessuto socio-economico è di primaria importanza per un reciproco sviluppo nell’interesse del territorio. L’Università deve svolgere un ruolo di protagonismo progettuale avanzando proposte concrete, nel mutuo interesse dei soggetti coinvolti. A tal fine si individuano alcuni ambiti di possibile collaborazione, per meglio integrare e rendere più viva e feconda la relazione fra l’Ateneo e gli Enti Locali e far sì che l’Università acquisisca nella città una sua propria, forte autonomia e identità. Tutto ciò nella consapevolezza che le proposte sotto riportate sono perseguibili in un’armonica sinergia e che debbono essere discusse e condivise.

  • Proposta di ribattezzare i nostri luoghi, passando da un’identificazione con la toponomastica cittadina (San Marco, Santa Marta, Polo di Novoli, via Capponi, via Laura, etc.) ad una nuova attribuzione delle nostre sedi intitolate a insigni Colleghe e Colleghi che hanno segnato la storia dei primi novanta anni dell’Ateneo fiorentino. Analoga procedura potrebbe essere adottate gradualmente per le aule. A coronamento di questo percorso, avanzare una richiesta al Comune di intitolazione all’Università di una porzione di via cittadina nel centro storico.
  • Avviare progetti di riqualificazione urbana condotti in armonia e sinergia con la città, come ad esempio la riqualificazione di piazza Brunelleschi con la creazione di una grande biblioteca umanistica universitaria aperta alla città con spazi per la fruizione della cultura, per la socializzazione e per l’attrazione di “turismo consapevole”.
  • Nell’ambito della destinazione della Scuola Marescialli Carabinieri in piazza della Stazione, all’indomani del suo trasferimento nella nuova sede, l’Università pone all’attenzione della città un progetto che, ubicando il nostro Centro di Cultura per Stranieri in questo luogo, possa far sorgere un polo di socializzazione (spazi ricreativi, posti studio e lettura, spazi polivalenti per dibattiti, proiezioni, concerti, etc.) per tutti gli studenti degli Istituti di Alta Formazione cittadini e delle Università straniere presenti sul territorio. La città che accoglie le decine di migliaia di studenti di tante e svariate nazionalità sotto una “casa comune”, caratterizzata dal tema dell’accoglienza e dell’ospitalità, anche nell’ottica di una visione cosmopolita e multiculturale. In questo spirito il Centro Linguistico d’Ateneo potrebbe svolgere un ruolo di assoluto protagonismo.
  • Sul tema dei beni culturali una sinergia con le Istituzioni del territorio potrebbe passare attraverso una proposta concreta: che la Regione Toscana e il suo capoluogo Firenze diventino sede di un Ufficio Europeo, diretta emanazione di Bruxelles, sul tema della conservazione e restauro del patrimonio culturale, una sede che facendo tesoro delle eccellenze presenti sul territorio (Università, Centri di Ricerca come CNR, INFN, etc. Opificio delle Pietre Dure, Soprintendenze e Musei, aziende specializzate, Enti Locali) coordini tutte le realtà europee ed extra-europee operanti sul tema della conservazione e restauro del patrimonio culturale.
  • Realizzazione, con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni del territorio, di un Festival Internazionale Biennale delle Università, delle Istituzioni di Formazione Artistica e Musicale, delle Soprintendenze e dei Musei, dei Centri di Ricerca dal titolo Florence MAKE-UP, Music Art Knowledge E-technology – Under Peace. Una manifestazione in cui le Istituzioni presentano le loro sedi, le loro ricerche, i contenuti della loro offerta formativa con un intenso programma che coinvolga la città e tutti i comuni limitrofi costituito principalmente da eventi di public engagement, ossia per la divulgazione delle frontiere avanzate del sapere in tutti i campi. Lezioni, conferenze, concerti, happening artistici, flashmobs, spettacoli, mostre e quant’altro possa riportare alla luce il “temperamento” Rinascimentale della città, “truccata” per farsi portavoce ed alfiere di un nuovo umanesimo culturale in cui progresso scientifico-tecnologico, ricerca libera e di base per la conoscenza, creatività artistica e musicale, rivisitazione dei tesori del passato sia molla e motore di sviluppo, stimolatore di nuove forme di turismo, di multiculturalismo, di solidarietà fra i popoli: insomma un Festival della conoscenza all’insegna della pace.