6. Il rapporto con le Aziende Ospedaliero-Universitarie e con il Servizio Sanitario Nazionale 

Il tema del ruolo dell’Università nelle Aziende Ospedaliero-Universitarie, e più in generale del rapporto con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) – e quindi con la Regione e il suo Assessorato alla Sanità –, è strategico. Negli ultimi tempi si è assistito ad un progressivo indebolimento della componente universitaria nelle due aziende ospedaliere. Si è registrato un appiattimento che ha relegato il “medico universitario” in un ruolo fortemente riduttivo delle sue potenzialità come autore di una sanità di elevata qualità. Le Aziende Ospedaliero-Universitarie hanno prestato scarsa attenzione al grandissimo valore aggiunto che ricerca e didattica portano ad esse. A fianco di ciò si è progressivamente ed inesorabilmente persa l’autonomia della componente medica universitaria. Tutto ciò non solo mette a repentaglio il ruolo di protagonista dell’Università nelle Aziende, ma si rivela in controtendenza rispetto ad un’auspicabile politica sanitaria di elevata qualità al servizio dei cittadini.

L’Università del prossimo futuro dovrà impegnarsi a fondo su questi temi, richiamando un’attenzione particolare da parte delle Aziende per gli “universitari medici”: non è casuale porre l’aggettivo ‘universitario’ in posizione attributiva, a significare la qualifica del medico universitario nella sua essenza e cioè sottolineare in primis l’appartenenza ad una grande casa, l’Università, fabbrica pubblica di ricerca e alta formazione. Al contempo dovremo essere in grado di mettere in risalto la inscindibilità dei tre compiti istituzionali (didattica-ricerca-attività assistenziale) nell’ambito della “salute umana”, per una sanità caratterizzata dalla migliore qualità delle cure, basate sull’innovazione generata dalla ricerca accademica.

L’obiettivo di riconquistare un ruolo di protagonista da parte dell’Università nelle Aziende potrà essere conseguito mettendo in atto una serie di linee d’intervento riassumibili nei seguenti punti.

  • Adozione di una politica per l’area medica e i rapporti con le Aziende che muova da una sostanziale ricomposizione e ricompattazione del tessuto “sociale e professionale” dell’intera area, secondo un’ottica di costruzione e di proiezione verso il futuro puntando sui giovani, sul merito, sulla qualità, sulle eccellenze, sulla trasparenza delle scelte, su una reale democrazia e collegialità di governo.
  • Scelta del Pro-Rettore per l’area medico-sanitaria che dovrà scaturire necessariamente da questa opera di ricomposizione, in modo da rappresentare la reale interfaccia di tutta la comunità medica.
  • Apportare al nuovo atto aziendale quelle modifiche necessarie affinché si rispettino tutte e tre le funzioni dell’universitario medico mettendo anche in campo concretamente un dispositivo che quantifichi l’impegno didattico, di ricerca e assistenziale, al fine di evidenziare con chiarezza le tre funzioni. Analogo ragionamento vale per il codice etico aziendale che dovrà trovare raccordo con le norme interne all’Università secondo una logica, sempre più spesso negletta, che l’universitario medico è dipendente dell’Università al pari di qualsiasi altro suo Collega.
  • L’Assessorato alla Sanità della Regione Toscana deve costituire il punto di riferimento per l’Università nei rapporti fra Università e Aziende e fra Università e SSN. Questo anche nell’ottica della anticipata riforma, affinché il potere contrattuale dell’Università trovi dialettico punto di confronto con il potere politico direttamente coinvolto nella gestione e non con altre ipotetiche superfetazioni.
  • I rapporti con le Aziende dovranno basarsi sulla definizione di regole condivise su tutti i temi, regole basate su principi di trasparenza, indicatori ed obiettivi, merito, qualità, valutazione di tutte le tre componenti dell’attività dell’universitario medico, coinvolgimento totale nelle scelte aziendali, sia in quelle di carattere generale, che in quelle più eminentemente tecniche o semplicemente organizzative.
  • Il Pro-Rettore all’area medico-sanitaria dovrà lavorare in stretta congiunzione col Rettore che ne garantirà il sostegno politico. “Medicina”, pur con le sue ovvie ed inevitabili specificità, deve essere parte integrale dell’UniversitàIl Rettore sarà severo garante a che il Pro-Rettore all’area medico-sanitaria lavori in stretto raccordo con l’intera comunità medica, ad iniziare dai Direttori dei Dipartimenti e dal Presidente della Scuola, indipendentemente dal permanere o meno della attuale struttura Cossum.
  • Specifica attenzione dovrà essere posta al miglioramento consistente della qualità della didattica seguendo le più virtuose pratiche internazionali con un forte coinvolgimento degli studenti in attività di tirocinio nelle Aziende, una continua interazione delle attività di ricerca con l’Azienda, incentivando le buone sinergie con l’ospedale, con costante attenzione a tutte le tematiche relative alla attività assistenzialeL’amministrazione centrale dovrà impegnarsi per adeguati spazi (aule) per la didattica soprattutto ai primi anni.
  • Preso atto dell’assetto riorganizzativo impresso al Dipint, sarà indispensabile procedere alla designazione del Direttore e del Direttore scientifico in perfetta armonia con quanto riportato ai primi due punti, ossia nel quadro di un’integrazione di competenze e ruoli.Il Dipint deve rimanere organismo inter-istituzionale, strumento legato alle attività realmente e concretamente integrate con l’Azienda, da gestire nella massima trasparenza e finalizzato non solo alla distribuzione di fondi istituzionali, ma come fonte di attrazione di risorse attraverso la promozione di didattica e ricerca integrate innovative.

Gli obiettivi sopra delineati dovranno in tempi brevi evidenziare una drastica inversione di tendenza e configurare un nuovo ruolo dell’Università nell’Azienda, un ruolo che l’Università può tornare a svolgere pienamente se punta:

  • su qualità e merito,
  • su scelte strategiche adottate con ottica lungimirante,
  • a presentarsi al tavolo della concertazione con progettualità e forte di proposte, di donne e di uomini di grande valore, che possano consentire alla direzione politica dell’Ateneo di riacquisire autorevolezza sulla base di posizioni assolutamente inattaccabili.