7. Valorizzazione e reclutamento del personale tecnico, amministrativo e dei collaboratori ed esperti linguistici 

Le Università competitive sono quelle in cui l’intera comunità coopera e collabora, nel rispetto delle reciproche competenze, al progetto complessivo di crescita sviluppo, dando contributi essenziali alla realizzazione delle linee strategiche. Il senso di appartenenza, al di là dei ruoli e delle singole professionalità, ad una comunità che ha obiettivi generali comuni e che si presenta come motore pubblico educativo, di formazione, di innovazione, di ricerca per la società, deve essere un forte segno distintivo nella politica del governo dell’Ateneo. La parola chiave di tutto ciò si chiama integrazione di tutte le componenti professionali operanti nell’Università.

Sul tema della formazione il personale dovrà essere coinvolto, motivato e incentivato a cogliere in essa un motivo di crescita personale e collettiva. Il luogo di lavoro da intendere come stimolo ad innovarsi, a cercare di mettere a punto nuove pratiche, stimolando la creatività dei singoli e istillando l’idea che l’ambiente di lavoro può divenire una palestra in cui si imparano nuovi “sport di squadra”. Insomma la crescita professionale come elemento fondante da vivere con passione e curiosità. In questo senso i dirigenti hanno un ruolo fondamentale nel governare la complessità e nell’ingenerare nelle persone l’energia necessaria per affrontare il cambiamento. Essi possono realmente essere motore dello sviluppo costante delle competenze delle persone.

L’attivazione di percorsi formativi, anche mediante l’impiego di tecniche telematiche, consentendo alle Colleghe e ai Colleghi che per un motivo od un altro hanno acquisito particolari competenze e conoscenze di assurgere al ruolo di formatori, dovrà essere un obiettivo concreto da realizzarsi gradualmente, considerandolo essenziale.

Va in questa direzione, ad esempio, la valorizzazione di tutto il personale tecnico che partecipa attivamente alla ricerca: sarà indispensabile individuare, attraverso un’attenta ricognizione e studio delle normative vigenti, la possibilità di coinvolgere queste Colleghe e questi Colleghi nelle attività didattico-formative dell’Ateneo.

Valorizzazione significa anche incentivareper il personale tecnico ed amministrativo, gli stage Erasmus, così come creare figure professionali che possano accompagnare il personale docente nelle missioni all’estero nell’ambito di progetti comunitari, laddove sia richiesta assistenza tecnica o amministrativa. Ciò, al di là del valore strettamente professionalizzante, va nella esatta direzione di un sentirsi comunità di pari .

In questa ottica – ma non solo, anche in senso più ampio ed articolato – strumento interessante da rafforzare è il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. Dare sostegno reale e concreto a questo organo dell’Università significa rendere concretamente effettive le azioni positive contenute nel loro piano triennale 2014-2017, includendo un deciso impulso alla promozione di progetti comunitari su bandi competitivi che potrebbero recare risorse aggiuntive da impiegare anche per la formazione del personale.

Altrettanto fondamentale sarà la redazione di un archivio informatizzato delle competenze di tutto il personale tecnico ed amministrativo, al fine di poter avere una mappatura reale di esse e poter far esprimere ciascuno al massimo delle proprie doti, scoprendo magari di avere potenzialità inespresse.

Quanto al reclutamento futuro saranno indispensabili investimenti. Il reclutamento dovrà però essere mirato per quei settori di importanza strategica per la crescita e la competitività dell’Università fiorentina. Ad esempio è sotto gli occhi di tutti (vedi sezioni precedenti su ricerca e internazionalizzazione) la necessità di investimenti in questi due settori, con profili di elevata competenza, volti a costruire uffici e staff di massima professionalità ed efficienza sul tema dell’internazionalizzazione e per fornire assistenza ai nostri ricercatori nella fasi progettuali. Attenzione precipua dovrà essere prestata per le procedure di stabilizzazione del personale a tempo determinato. Altrettanta sensibilità andrà mostrata, seppur nel rispetto delle norme e dei ruoli, nei confronti dei circa 350 operatori delle attività esternalizzate.

Un ruolo decisamente importante dovranno avere i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) dove il contributo del personale tecnico, amministrativo e dei collaboratori ed esperti linguistici è stato in questi anni fondamentale. Il tema della sicurezza nei posti di lavoro, sia per quanto attiene al personale che al patrimonio, dovrà vedere l’amministrazione a profondere energie ed investimenti, affinché non solo le azioni concrete, ma anche la cultura della sicurezza diventi elemento permeante l’attività di tutti i lavoratori, con un coinvolgimento intenso di tutte le componenti.

Discorso a parte merita la categoria dei collaboratori ed esperti linguistici per i quali sarà indispensabile che la nuova direzione politica dell’Ateneo si faccia promotrice di azioni a livello nazionale per la messa in trasparenza del lavoro svolto da queste Colleghe e questi Colleghi. È improrogabile una nuova definizione del loro stato giuridico che, partendo dalla constatazione pragmatica del contributo essenziale che essi danno alla didattica nel campo delle lingue straniere, affronti in modo definitivo l’equivoco della loro figura riconoscendo diritti, doveri e mansioni in un quadro di legittimazione del loro ruolo a fianco della docenza universitaria.