1. Le politiche per il rilancio dell’Università

 L’Università pubblica italiana ha vissuto nell’ultimo decennio una delle sue crisi più profonde. L’aspetto più drammatico è che la crisi ha determinato un impoverimento delle risorse umane, con un’inammissibile chiusura delle prospettive per migliaia di giovani di talento, per i quali gli unici sbocchi sono stati un pesante ridimensionamento delle loro legittime aspirazioni o l’emigrazione. Entrambe le soluzioni hanno rappresentato una forte perdita per quei giovani, per il sistema universitario e per il Paese.

Con l’abolizione del “Rettori a vita”, dei finanziamenti a pioggia sostituiti dal FFO distribuito sempre più su base premiale, con l’ingresso di membri esterni nei CdA e l’introduzione della valutazione si doveva costruire l’Università del merito e della competitività contro la “vecchia” Università auto-referenziale. Purtroppo, ciò che invece rimane sono i tagli ed una pesante burocratizzazione con l’Università statale italiana ridotta ad un comparto puramente esecutivo-gestionale della Pubblica Amministrazione.

 Tre i grandi temi su cui impostare le politiche per il rilancio dell’Università pubblica. 

  1. Programma nazionale pluriennale per la ricerca, l’innovazione, il diritto allo studio nell’alta formazione , con un piano razionale di finanziamenti basati su obiettivi, indicatori, risultati, nella cornice di un sistema che abbia come metro la triade valutazione-merito-trasparenza.
  2. Rivendicazione e valorizzazione dell’autonomia dell’Università nel comparto della Pubblica Amministrazione con il riconoscimento della specificità del comparto pubblico universitario, sburocratizzando le procedure e puntando su “ prassi snelle ” che esaltino l’efficienza, principale motore di competitività .
  3. Piano straordinario triennale per giovani ricercatori: 6.000 nuovi ricercatori, preferenzialmente di tipo b. L’Università pubblica rivitalizzata che si pone al fianco della Nazione per promuoverne e stimolarne il processo di crescita e di uscita dalla crisi.

 

1.1 Per la nostra Università

Quanto al nostro Ateneo, vale la seguente considerazione. In sei anni l’attuale gestione ha finalmente sistemato e consolidato i fondamenti economici, finanziari e patrimoniali, ha improntato il governo a criteri di trasparenza e regole condivise, ha attraversato assai virtuosamente la tempesta normativa introdotta dalla Legge 240. Ora l’Università di Firenze necessita di continuità, ma anche di un grande progetto culturale di deciso rilancio che, puntando sull’innovazione nelle sue tre missioni, consenta di acquisire competitività su scala nazionale ed internazionale. Il nostro Piano Strategico pluriennale dovrà basarsi sui seguenti elementi chiave. 

  • Rigorosa valutazione affinché il programma locale di investimenti per la didattica, la ricerca e la terza missione sia reale riconoscimento del merito e si configurino pertanto i conseguenti incentivi.
  • Semplificazione vera di tutti i regolamenti e le procedure burocratiche, affinché l’Ateneo fiorentino possa acquisire competitività puntando su una razionale efficienza dell’intero apparato amministrativo-gestionale.
  • Forte impulso al reclutamento di giovani ricercatori di grande valore per costruire una Università che possa proiettarsi con vigore nel futuro a medio e lungo termine.
  • Valorizzazione delle differenze, sia in termini di qualità che di quantità, perché siano riconosciute la varie specificità e i corsi per pochi e per molti possano armoniosamente convivere nell’Università ed avere pari dignità.